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Storia, miti e leggende
SANTUARIO DI ACQUA
DI FRISO
Sulle colline “Arvani” in località Acqua
di Friso, nel comune di Cropani Marina, il ritrovamento di
alcuni utensili in pietra e pezzi di ossidiana induce gli
esperti a datare la frequentazione di questi luoghi già
all’epoca del neolitico.
Un indagine più approfondita ha permesso di individuare
una zona interessata da materiale databile tra la fine del
VII ed il V sec. a.C. riferibile addirittura ad un’area
sacra che potrebbe assumere il carattere di un santuario “rurale”
o “di frontiera “, forse collegato al culto delle
acque, dal momento che ancora oggi esiste una fonte perenne,
poco distante; inoltre la microceramica rinvenuta riproduce
soprattutto contenitori di liquidi.
Tra gli altri manufatti ( microceramica
votiva, ceramica fine da mensa a vernice nera ), sono state
recuperate varie monete emesse dalle zecche di Crotone, Metaponto,
Sibari. Il rinvenimento di numerosi spezzoni laterizi, invece,
offre ulteriori conferme dell’esistenza di un edificio
dotato di tetto fittile. Sono inoltre state individuate sette
aree di dimensioni variabili, nelle quali sono venuti alla
luce resti semiaffioranti di strutture antiche e di un piccolo
edificio funzionale allo sfruttamento di una vicinissima vena
di argilla.
Informazioni molto dettagliate saranno messe
a disposizione dei nostri ospiti che saranno guidati all’interno
del sito.
La soprintendenza archeologica organizza dei
campi di ricerca estivi per vivere in prima persona la realizzazione
di uno scavo ed il restauro dei reperti. L’agricampeggio
ha la possibilità di far partecipare i suoi ospiti
ai campi archeologici. Non occorre essere esperti del settore.
Basta nutrire rispetto e interesse nei confronti dei beni
culturali ed essere disposti a lavorare in gruppo. Per il
campo 2006 hanno già aderito alcuni stranieri, soprattutto
francesi. Se volete unirvi a questa meravigliosa avventura
saremo lieti di iscrivervi.
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MITOLOGIA E
LEGGENDE
“ Io ero una delle ninfe achee,
e nessuna meglio di me pose le reti e amò le
selve...”
Così raccontava Ovidio (
Metamorfosi, v, 572 e seg.) la storia della trasformazione
in fonte di Aretusa, naiade, figlia di Nereo e di Doride.
Nella letteratura greca classica, i luoghi di grande bellezza
naturale erano abitati dalle ninfe, ancelle di Diana,
la Dea dei boschi. Ognuna di esse assolveva funzioni molto
diverse.
Le naiadi abitavano le sorgenti assicurando
che le fonti non si prosciugassero mai. Le acque protette
dalle naiadi erano considerate care alle divinità.
Alcune con proprietà curative, altre si pensava
ispirassero visioni mistiche ed erano venerate come luoghi
sacri. La più bella sembra fosse Aegle, dalla cui
unione con il dio del sole, Elio, nacquero le tre grazie,
o cariti. Aretusa , sembra facesse parte del corteggio
di Artemide. Arocha, secondo la tradizione di questi luoghi,
oltraggiata da un pastore, fu trasformata dal sole nel
fiume Crocchio che lambisce questo territorio, decantato
appunto con il nome Arocha dallo storico Plinio : “Amnes
navigabiles sunt Crotalus, Arocha” e ritenuto
originariamente navigabile nei pressi della foce.
Le ninfe esistono in tutto il mondo, ma
è attorno al Mediterraneo che è più
probabile scorgerle o avvertirne la presenza.
In un luogo di eccezionale bellezza come questo, potreste
essere così fortunati da incontrare la ninfa
che protegge la sorgente Acqua di Friso...
Informazioni
sul sito del museo di Cropani “Antiquarium Cropani”
Galleria
delle immagini: il sito archeologico
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